domenica 11 agosto 2013

Gli amanti (René Magritte).

Non ti vedo.

Sento che ci sei.

Sento la tua presenza
dietro il velo.
È tutto buio
non capisco 
più 
nulla.

Sento la tua presa forte
il tuo respiro 
su di me

ma
dove sei
Amore?

Parlo
ma 
non sento la mia voce.

Urlo
ma 
non emetto suono.

Sento il contatto delle nostre labbra.

Ma 
c'è qualcosa tra noi.

Ho freddo.
Dove sono gli sguardi 
spensierati? 
Il calore? 
L'Amore?

Timidamente
ti allontani. 


sento
che stavolta 
non tornerai.

Piango
ma non scendono lacrime.

Cado
ma non sento dolore.

Muoio.

Ma non sento niente.


René Magritte, "Gli Amanti"

 (scritto un umido 22 agosto di un umido 2010)

sabato 10 agosto 2013

Piove.

Piove.

L'acqua torna a Madre Terra.
L'enorme piccolezza delle minuscole figlie del cielo 
colpisce insetti 
e netturbini
penetra baveri
menti 
e scollature 
consapevolmente inconsapevoli.
Timonier vento le guida verso lidi inesplorati. 
Forza di gravità è loro nostromo, 
loro capitano 
è l'umido dell'aere, 
l'isola del tesoro è nascosta 
in qualche tombino 
della grigioscura periferia della ridente cittadina, 
la quale ancora 
si chiede 
cosa ci sia 
da ridere.

Per la strada.

Benvenuto, mio Ospite.
Prego, siediti pure accanto a me. 
Non farti problemi, la mia casa è anche tua, se lo vuoi.
Immagino tu sia stanco, vero? Oh, posso immaginarlo. 
Tutti quelli che vengono da me lo sono.
Ma talvolta fermarsi è l'unico modo per ripartire, in fin dei conti.