ancora
ripromettente ripetente
reo confesso sconfessato
da fatti
un giro
sulle montagne
russe
o italiane o francesi o peruviane
l'Everest è dentro di noi
ovunque posiamo il piede
la sua ombra
ci precede.
Ed eccomi
ancora
l'antifascista da tastiera
il supereroe
con mantello dotato di wi-fi
e di ogni comfort
per rendere il volo
una passeggiata
per i soliti sentieri
sentori
di banale già vissuto
di vita già banalizzata
di scuse
che scusa
ma non scuso
non più.
Ed eccomi
ancora
piovere lettere su foglio
anzi su schermo
in attesa di indulgenza
o addirittura
di beatificazione
santo no perchè fumo
e faccio l'amore
e gioco alla bestemmia
ai dadi
e tutto fa brodo.
Ed eccomi
ancora
dire ed eccomi ancora
convogliare in anafore
costrittive
e finanche artificiose
l'impulso che fece Venere
da conchiglia
nuda e bella
un sorriso dipinto sui capezzoli sinceri
sornioni
maliziosamente coperti.
Trovare un senso in ciò che ho scritto
come trovare un ago
in una gallina vecchia
che impara a zoppicare
entrando in un caffè
che non fa certo primavera.
Non che manchi
mai sia
solo
non si vede
va odorato
oppure
com'è vero Dio
non esiste.
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La nascita di Venere by Faddoush |

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