Beh, un altro Natale, e non cambia nulla.
Anzi, fanculo al politicamente corretto, non è Natale è solo un 25 dicembre come tutti gli altri, senza neve zenzero dolcetti babbi natali e parentame natalizio vario, posso dire tutte le parolacce che voglio.
Beh, un altro Natale, e non cambia un cazzo.
Perchè a Messa ci si scambia la pace e fuori dalla chiesa ci si manda a cagare.
Perchè gesù vive nella famiglia, ma deve stare attento a scansare i piatti che volano e le parolacce che planano.
Perchè padre nostro ma più mio che suo. E comunque, fanculo anche a mio padre, o a mia madre, o a mio figlio, o a mio nonno, o a mio nipote, o al mio cane, o al mio gatto, o al CAZZO, se vi va.
Perchè accendo la tivù e tutti parlano di spirito natalizio e intanto ti vendono palle (decorazioni) e palle (bugie) e pure palle (nel senso di COGLIONI che ancora ci cascate a 'ste cacate), ma babbo natale non esiste, e voi mi direte "ovvio, babbo natale non esiste, è la famiglia che ti porta i doni", bene statemi a sentire, non sono nemmeno così sicuro che esista la famiglia, come la mettiamo?
Stiamo qui a fingere che sia nato gesù bambino nelle nostre vite infime, ma certo, se per voi la nascita di cristo è un cazzo di pupazzetto di plastica in più nel presepe, beh, che muoia pure.
E PIANTATELA DI URLARE CAZZO MI ESPLODE LA TESTA MI VIENE DA PIANGERE SMETTETELA VI PREGO SILENZIO SILENZIO SILENZIO
E mi scuso con chi il Natale lo vive, lo sente, lo ama, e vive e sente e ama. Con chi ha incontrato almeno sette volte nella vita il fantomatico "spirito del Natale" (dovrebbe chiamare Mistero e Voyager e il TG1, secondo me). Sono serio, anche se non sembra.
Non voglio commettere il filosofico errore di estendere all'umanità una condizione che è mia e solo mia nel "qui" e nell' "ora".
Esistono di sicuro le grandi tavolate imbandite, le feste che da fuori arrivano dentro, le portate, i sorrisi scambiati come regali. Magari un camino acceso, un nonno che porge al nipotino un giocattolo di legno appena intagliato, un cane che attende carezze. L'odore di legno e lo scoppiettio, l'affetto che ti scalda più del vin brulè, un panettone aperto tutti insieme e i residui dei pacchetti regalo come cartaceo parquet. Il vociare dei propri cari, le battute e lo zio un po' brillo che fa imbarazzare la zia.
Ed esiste di sicuro quella sensazione che ti fa essere più buono, ti fa sorridere, ti fa abbracciare e baciare e in sostanza ti fa ringraziare Dio o chi per lui per essere nato proprio questo giorno.
Ma io, ora, non sto così.
Qui rabbia nel gozzo, e frustrazione che si sfoga e si scioglie tra i tasti di una fredda tastiera.
Quindi fanculo (un po' alle lacrime e un po' al mondo dell'ipocrisia buonista da grandi magazzini e multinazionali sorridenti e famiglie in rotta e che schifo quelli che vanno in chiesa), buona notte, buona vita, e buon Natale.

Nessun commento:
Posta un commento