venerdì 21 giugno 2013

E noi.

Skull Under Wine Glass by ~JJJenkins



E noi.

Noi a cavallo di bestie, secoli, e creature angeliche che lamentano l'assenza di selle.


Noi sfegatati Prometei del fuoco alcolemico.


Noi.



Tu, o Io?

Non guardarmi

Winter vs Autumn by ~mjagiellicz


tu
che giaci
immemore 
della mia stessa memoria
in onirici brandelli 
di ghiaccio
su troni di finte avemarie
di autentici falsi storici
di favole della buonanotte
non disincantarmi
come fontana secca
illusoria persino 
nel grattare gole
non raccontarmi
la prosa di quella poesia
che la critica ha esaltato per lunghi anni
ma avrà letto sì e no tre volte
e mai fino alla fine.

Ma insegnami
a disimparare
insegnami  
l'autodidattismo
imparerò, vedrai
non servirà la mela
per fare di me 
allievo
e maestro
migliore
persino di te.

A essere
in compagnia
son capaci tutti
mentre amare il sè stesso
come il prossimo tuo
pochi lo sanno fare
perciò coraggio
cammina con me
e
ripeti 
con me

"Illuminare
possono solo
Anime Sole ."

martedì 18 giugno 2013

La Donna e il Bambino.

Inverno.

Una strada corre solitaria verso il Vuoto.

La paura di un bambino non voluto, solo contro un mondo che non va.
Il terrore cieco, indomito. Un involucro di amore abbandonato su ciottoli senza nome.
Invano, il piccolo cerca una parola di conforto, un tiepido bacio, il seno della madre. Ma sulla nuda strada, lontano dallo sguardo del Mondo, soltanto il freddo gelido è lì con lui.

Le urla di una donna disperata, vittima di un destino costruito da altri. Le catene della sua mente si confondono tra i morbidi capelli. Le timide braccia sono conserte, salvo poi aprirsi quando uomini senza nome la posseggono.
Lo sguardo sofferente cerca invano amore nelle decine di occhi che ogni notte incrocia.
Ma un oggetto non può essere amato. Solo pagato.

lunedì 17 giugno 2013

Lo Schiavo e il Re.

King Lear -finished-by *jurithedreamer

Il Re è seduto sul trono, vestito con Tonaca, Mantello, Spada e Corona.
Entra lo Schiavo, vestito solo di una sporca Tunica.

Lo Schiavo si prostra.

S: "Maestà."
R: (lo guarda pensieroso) "Maestà. Maestà. Qual sussiego in una sola parola. Quanto recondito timore nasconde qualche sillaba, quale ancestrale sopraffazione in sì poche lettere." (si siede accanto allo Schiavo, ancor più pensieroso)
S: "Maestà, non capisco."
R: "Lo comprendo, e me ne dolgo. Ma questo è il prezzo da pagare per avere potere, nevvero? L'incomprensione"
(lo Schiavo fa per parlare, ma il Re lo interrompe con un gesto)
"Non ti angustiare. Solo, rispondi ai miei quesiti, e capirai."
S: (stupito) "Come desidera, Maestà."
(il Re si alza)
R: "Chi sono io?"
S: "Il Sovrano."
R: "E chi sei tu?"
S: "Uno Schiavo."


martedì 11 giugno 2013

Dormire?


Tormentare il cuscino con pensieri fuggitivi

Riempire il letto di punti interrogativi

Sguazzare in un buio avvolgente

Chiedermi tutto

e non rispondermi niente.


(9/03/2011)

domenica 9 giugno 2013

Per ogni treno.

Per ogni treno che parte
Uno é già arrivato
Non importa dove
O quanto lontano
Troverà sempre una stazione
Profumo di camino
Che per lui sarà
Come culla per bambino.
   
Per ogni treno che parte
Uno é ancora in viaggio
Su rotaie ininterrotte
Aspre
Di sassi e gramigna
Conserva la sua direzione
Senza nemmeno respirare
Senza che
Vento
Fiamme
Televisione
Lo distolgano dalla meta.
   
Per ogni treno che parte
Ne conto trentacinque passare
O trenta, o quarantasette
Bianchi o rossi o verdi o neri
Mi sfrecciano davanti
Come se nulla ne impedisse lo sfrecciare
Mi scagliano aria e polvere
Rispondo con lo sguardo
Senza scompormi
Senza attraversare la linea gialla.
   
E tu?
Che farai?
 
Aspetterai di enumerare
Le mani fuori dai finestrini
E i loro bianchi fazzoletti d'addio?
O salirai gli scalini
Spalle alla stazione
Viso e corpo e occhi
Verso
L'infinito momento del presente?
  
Per ogni treno che parte
Mille
Aspettano solo
Di essere presi.

Di fretta n°1.

Clock by !scorsagra


Scriveredifretta
senzaspaziopunteggiatura

lo trovo alquanto filoporeico
piuttosto e anzichèno

solo gli a capo
e qualche gioco di carattere
carattere tipografico
ma anche emotivo


sabato 8 giugno 2013

Uomini?

Little Leaves. by ~andokadesbois


Sperduti profughi in mari di carta 

Gocce di pioggia sulla sabbia

Foglie rosse d'estate, verdi d'inverno

Cristalline sorgenti tra le rocce

Ciuffi d'erba nell'asfalto

Rugiada tenue ed evaporata

Per uno che nasce, dieci son già morti e cento ne morran domani.


Uomini.

(27/06/2011)

venerdì 7 giugno 2013

La Voce del Mare.


Un lampo.

Un tuono.

 
La pioggia scrosciante annebbia la mia vista, tingendo il mondo di grigio.

Onde simili a draghi fumanti si ergono minacciose all'orizzonte.
Il cielo è scuro, le nuvole nere corrono trasportate dal vento.
 Solo, in mezzo al mare. Come sempre.



giovedì 6 giugno 2013

Cantare.

song For sunshine by ~indiae

Fuori ciò che è tenuto dentro, suono ai muti pensieri.

Emozioni piegate in melodia.

Respiro chitarra bocca suono voce lacrime risate amore notte cielo. Volare.

Il suono travolge la tua stessa bocca, esplode e rinasce dalle proprie ceneri.

Tu canti e sei il mondo.

Energia, voce, note. Giorno e notte.

Canto.



(8/05/2012)

martedì 4 giugno 2013

L'eterna lotta tra il bene il male e il caffè.

Non mi piace la tua aria di sfida

Te lo dico subito, per non lasciare spazio a fraintendimenti nel breve-medio termine.

Te ne stai lì, comodo comodo, nella tua chicchera, intento a giudicare la mia malcelata sonnolenza.

Ma devi sapere una cosa.

Non sopporto il razzismo. 
Anche quello verso i sonnolenti.


domenica 2 giugno 2013

Il mio amico fragile. Parte 1b: Figli e vittime di questo mondo.

I personaggi.

Una delle grandi capacità di Faber è senza alcun dubbio quella di creare personaggi vivi, indimenticabili.
Essi si muovono, parlano, vivono e muoiono al ritmo della voce del loro creatore, che cantando ne tratteggia i colori come fossero dipinti.

Avevo la mezza idea di descrivere i brani uno per uno, quasi didascalicamente.
Poi ho pensato che forse non ne sarei capace. Mille altri l'han fatto, e senz'altro meglio di me.

Pensa che ti ripensa, compare nella mia testa un'immagine.

Il mio amico fragile. Parte 1a: Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai.


Uno dei primi dilemmi per l'ascoltatore che si avvicina alla discografia di Faber è capire da dove inizi.
Apparentemente il primo album vero e proprio potrebbe essere Volume I (1967).
Come da titolo, giusto?

Mh, diciamo "ni".
In realtà De Andrè fece suo il "mestiere di cantante" ("la via di mezzo tra il poeta e il cretino", come disse in un'intervista) ben prima, nel 1961.
Ora, non interessandomi giocare al piccolo biografo la farò breve: da lì in avanti pubblicò una serie di 45 giri piccini piccini che fecero sempre più breccia nel cuore di tanti ragazzotti.
I temi? Amore, senza dubbio. Ma anche emarginazione, antimilitarismo, sessualità... Il tutto ovviamente con un'attitudine da chansonnier, poetica, struggente ma finanche arguta.
Temi e stili che piacquero molto al mondo studentesco, in bilico tra goliardia e pacifismo, romanticismo e protesta sociale.

Successe quindi che la casa discografica Karim pigliò Fabrizio e gli propose di incidere una raccolta di singoli, una sorta di Gratest Hits "ante litteram" delle canzoni scritte tra il 1961 e ill 1966.
Il progetto andò in porto, e l'album-raccolta uscì sotto il nome di "Tutto Fabrizio De Andrè".

Ed è qui che comincia il nostro viaggio.

sabato 1 giugno 2013

Il mio amico fragile. Parte 0: Filoporeicamente Faber.

Se Filoporeia è amore per il cammino, Fabrizio De André può essere considerato come il massimo ispiratore (e involontario esponente) di questa neo-non-corrente di delirio.

Tutto ciò è assai meno presuntuoso di quanto possa sembrare: non intendo vendermi o noleggiarmi come il novello erede di Faber, chiaro, quanto esprimere il mio amore per la sua opera, che tanto mi ha dato e tanto continua a darmi, ogni giorno come fosse il primo.

Lettori più o meno occasionali, sta per iniziare un viaggio tra i lavori musicali (mai descrizione fu più riduttiva) del Sommo Cantastorie.


brokenkeyboard, n°1.

Scriveresenzaspazidicorsadigetto, come esercitar sublime violenza sui tasti d'una tastierarotta.

Old Typewriter by ~IsrafelX

E scrivo e scrivo e batto, e niente significa qualcosa e tutto insieme.

Lo schermo è spazio siderale, contenitore di lettere-più-o-meno-significanti come stelle come galassie.
Passano le dita sulle lettere come un aratro su schiena di donna, ma le lettere sono consenzienti, lo so!

E vuol dire, sì, VUOL DIRE QUALCOSA!